10 – Luglio 2018

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Il “faccione” del mese, questa volta, è quello smunto e allucinato di Gino Strada, emblema del perfetto radical chic di sinistra. Così il direttore Adriano Scianca descrive nell’editoriale l’identità di questa particolare casta politica e intellettuale. Il focus, infatti, è composto da ben tre articoli di approfondimento: oltre a un contributo sempre di Scianca, figurano […]

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Il “faccione” del mese, questa volta, è quello smunto e allucinato di Gino Strada, emblema del perfetto radical chic di sinistra. Così il direttore Adriano Scianca descrive nell’editoriale l’identità di questa particolare casta politica e intellettuale. Il focus, infatti, è composto da ben tre articoli di approfondimento: oltre a un contributo sempre di Scianca, figurano anche un articolo a firma di Alessandro Catto (estratto dal suo libro che si intitola proprio Radical chic), il quale parla di un vero e proprio “odio di classe” di una borghesia ricca e arrogante contro i poveri e i lavoratori autoctoni, e un contributo di Paolo Borgognone, che si concentra invece sulla cosiddetta “Generazione Erasmus” (anche questo titolo di una sua opera), ultima evoluzione della genia dei radical chic.

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